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La copertina del raccono "La compagnia del Vero . L'inizio". disponibile su amazon.it kindle

La copertina del raccono “La compagnia del Vero . L’inizio”. disponibile su amazon.it kindle

Il questo week-end, da sabato 10 ottobre a domenica 11 , ci sara’ la

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Nella scuola di scrittura creativa fondata dall’eccentrico scrittore italo americano Joe Bastardi,
si incontrano persone che, con la scrittura, vogliono scoprire più’ di se’ e del mondo.
La cronaca nera, triste compagna dei nostri giorni, è il laboratorio creativo a disposizione dei neo scrittori per sviluppare l’immaginazione e meravigliarsi una volta di più’ della realtà’.

Buona lettura.

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Giusto per darti un assaggio di quanto segue, pubblico le prime 549(+1) parole del mio nuovo racconto dal titolo “La compagnia del Vero. L’inizio. disponibile in versione ebook su Amaozn.it.

Spero ti piaccia. 🙂

Secondo me non serve a niente! E’ tempo perso. Chi scrive, scrive, non parla o si mette a discutere su opinioni di possibili accadimenti. Il problema vero è che Joe non sa più cosa inventarsi: si è rincoglionito e per portare a casa un po’ di soldi a babbo, si è inventato questi gruppi psico-analitici per lo sviluppo della creatività. Tutte cazzate! Ve lo dico io, tutte cazzate”.

Giselle toglie lo sguardo da Mark che si sistema il gillet luccicante da croupier e si rilassa sullo schienale rosso consunto della sedia da ufficio con le rotelline che cigolano sotto i suoi movimenti bruschi.

Giselle inizia a scrutare la reazione degli altri del gruppo.

Vede Katia con gli occhi fissi sulle punte delle sniker bianche. Rotea lentamente le caviglie indifferente alle occhiate dei presenti. Le labbra di Katia sono protese come nell’inizio di un bacio: deve essere solo un tentativo di bloccare le parole violente che vorrebbe dire a Mark.

Vede Giovanni che ciondola la testa da una lato all’altro, sarà il prossimo a parlare, non prima che si sia schiarita la gola, odioso gesto per entrare in conversazione, ottenendo così un’attenzione subdola da parte dei presenti.

Fabio, se parlerà, lo farà solamente gli ultimi minuti. Ha un tempo di elaborazione delle informazioni epocale, ma il sorriso che gli vede sotto quella barba nera come la pece, come quella dell’alpigiano delle Dolomiti che vede ai mercatini di Natale, è una palese dichiarazione di adesione alla fazione opposta a quella di Mark.

Giovanni puntualmente si schiarisce la gola, si raddrizza sullo schienale e sfregandosi lentamente le mani inizia a parlare.

Dovremmo solo provarci, non è che ci ha chiesto di buttarci da un aereo. Ci ha chiesto solamente di lavorare, di produrre delle ipotesi su come sia andata la vicenda”. Per Giovanni è inevitabile arrivare a massaggiarsi i grossi bicipiti sempre in mostra anche in pieno inverno. Le mani, con le dite muscolose, create con anni di pesi in palestra arrivano ad accarezzare la vallate che il deltoide lascia sul braccio sinistro. Katia lo guarda con occhi fissi, senza neanche un battito di ciglio. Fabio si accorge dello stato di trance profonda di Katia e gradualmente vira la sedia girevole verso di lei mentre pensa tra sé: “Che pelle liscia, che contorni dolci. Quelle labbra così…e quegli occhi fissi, neri come la notte buia che genera incubi e sogni meravigliosi, labbra di dolore o di immenso piacere”.

Giselle sfoglia il grosso quaderno con la copertina zebrata, le cadono due post-it verde elettrico che non si cura di raccogliere, e una volta trovata la pagina che cercava, ferma il movimento dei fogli con una manata rumorosa e decisa. Legge seguendo le parole con un indice che sembra perforare la carta: “’Sfogliate i quotidiani di vostro interesse dell’ultima settimana, scegliete la notizia di cronaca nera che vi ha colpito di più e producete ciascuno una storia di quindicimila parole. Lavorate in gruppo. Da riconsegnare in quindici giorni.’ Queste sono le testuali parole che Joe Bastardi ci ha detto l’ultima volta. Qui è molto chiaro: ognuno deve scrivere la propria storia ma vuole che lavoriamo insieme”.

Ma come fai? Prima registri e poi trascrivi o usi un metodo speciale?” Il tono di voce di Katia avvolge la stanza di un velo sensuale. (… continua…)

La compagnia del Vero. L’inizio.

La copertina del raccono "La compagnia del Vero . L'inizio".

La copertina del raccono “La compagnia del Vero . L’inizio”.

Il nuovo racconto, lungo 35 pagine, leggibile in formato ebook nel tempo consentito ad un pendolare di  raggiungere Milano da Varese, è il nuovo esperimento iniziato questa estate nel tempo libero delle vacanze.

E’ il deposito dell’esperienza fatta in questi due anni presso la scuola di scrittura creativa “Flannery O’Connor” organizzata dal Centro Cultura di Milano. Il gruppo di lavoro cui partecipo, quello  sull’etnografia narrativa, è animato e condotto dallo scrittore e romanziere Luca Doninelli.

Questa esperienza e l’atmosfera che ho vissuto in essa mi hanno suggerito l’ambientazione di questa nuova storia.

Una scuola di scrittura creativa, alcuni partecipanti (Fabio, Katia, Mark, Giovanni e Giselle), il loro mentore ( Joe Bastardi) e la sfida di imparare a scrivere producendo storie suggerite da fatti di cronaca nera sono gli ingredienti che ho voluto amalgamare per produrre una racconto che stilisticamente assomiglia più ad un copione cinematografico o ad un pezzo di teatro che ad un racconto classico.

La mia speranza è che idea alla base della storia possa generare una serie di racconti, e chissà , che un domani, tali racconti possano essere visti in TV.
Il racconto La compagnia del Vero. L’inizio. è disponinbile su Amaozn.it.
Buona lettura!

il blog di Costanza Miriano

emma-bonino

di Costanza Miriano 

Se avessi una pur minima speranza di deviare il corso della storia ci proverei. Che so, andrei davanti al Quirinale, pronta anche a stendermi per terra sul manto stradale di via Nazionale, magari con le braccia tutte ricoperte di Bonnie Bracelets Club Monaco (mio ultimo oggetto dei desideri) in modo che mi si veda anche di notte se passa una macchina, sempre che abbia i fari accesi: rischiare la pelle sì, ma con stile. Farei qualsiasi cosa, se potessi, pur di sventare il pericolo che Emma Bonino diventi Presidente della Repubblica.

View original post 684 altre parole

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Healthy blog!

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In 2010, there were 35 new posts, growing the total archive of this blog to 51 posts.

The busiest day of the year was November 30th with 65 views. The most popular post that day was Un esperimento: critica letteraria “al buio” per mezzo dei “corsisti” della pagina “Scrivila ancora Sam” di Facebook..

Where did they come from?

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1

Un esperimento: critica letteraria “al buio” per mezzo dei “corsisti” della pagina “Scrivila ancora Sam” di Facebook. November 2010
1 Like on WordPress.com,

2

Lavare i panni in Arno – Ripulire i propri scritti (consigli ?!) June 2009

3

Racconti May 2009
6 comments

4

Letture July 2009

5

Lo scopo May 2009

Sulla bacheca della pagina di Facebook dal titolo “Scrivila ancora Sam”, collegata al corso gratuito di scrittura “Scrivila ancora Sam” tenuto dallo sceneggiatore Fabio Bonifacci, ho pubblicato la richiesta di ricerca di “lettori critici” per chiedere una valutazione riguardo  una storia che avevo scritto sei mesi prima (e prima di conoscere il corso di scrittura di Bonifacci) per il concorso “Storie per il cinema” indetto dalla associazione Premio Franco Solinas .

Ho fatto questa richiesta per due motivi:
1) volevo delle conferme sulla presenza di elementi positivi nella mia storia, che sei mesi fa, appena scritta, ero certo vincesse il concorso (la storia l’ho progettata seguendo lo indicazioni che Syd Field, Michael Hauge e Christopher Vogler indicano nei loro corsi e nei loro libri: struttura in tre atti, biografia dei personaggi principali, archetipi e simboli, scaletta delle scene);
2) sperimentare il processo di “critica” cieca (cioè di persone assolutamente sconosciute).

Sulla bacheca di Scrivila ancora Sam ho chiesto la disponibilità di 7 lettori critici (ne ho chiesti 7 perché pensavo che se ne trovavo 2 o 3 era già tanto e perché 7 giudizi diversi possono offrire una bella variabilità statistica e quindi avere giudizi più “certi”). Nel giro di 24 ore mi hanno risposto in 6. In 48 ore il totale era arrivato a nove.

E poi dicono che in Italia non funziona nulla!

Ai magnifici 9 ho inviato il file in formato pdf della mia storia e la seguente email:

#################################################
 "Ciao amico/amica,
 ti allego la storia che trovi nel file pdf.
 Mi piacerebbe avere al massimo 1 pagina di commento. Scrivi quello che vuoi. Se non sai come criticare prova a rispondere a queste domande:
 quello che hai letto ti ha emozionato?
 hai fatto fatica ad arrivare alla fine?
 in cosa ti è sembrato manifestamente debole?
 ti è piaciuto? Perché?
 Non ti è piaciuto? Perché?
 Quello che hai letto può secondo te essere sviluppato meglio in un romanzo o in un film? Perché?
 Quello che hai letto lo consiglieresti ad un tua amica/o?I personaggi sono interessanti e pieni di spessore?
 Ci sono rivolti interessanti e imprevisti nella storia?
 Hai letto tutto in un fiato o in più momenti?
 La storia è stata intrigante?
 In che genere incaselleresti questa storia?
 Il modo in cui è scritta la storia aiuta il lettore o lo disincentiva?
 al di la che adesso sai come va a finire la storia, spenderesti dei soldi per rileggerla o rivederla al cinema? "
 ###################################################

Nel giro di una settimana ho ricevuto email con critiche che ritengo essere pertinenti, circostanziate e “molto vere”. Ho avuto la fortuna di avere come lettori critici persone che amano molto leggere e amano molto lo scrivere.
Tutti sono stati molto gentili ma non per questo meno diretti nel puntare dritto all’osso e ai nervi scoperti della mia storia!
Dopo avere ricevuto la loro risposta ho chiesto con un’altra email se potevano sintetizzare ulteriormente la loro valutazione con una votazione tra zero e cento (dove cento qualifica la miglior storia, romanzo, film).

E ecco i risultati ottenuti:
voto medio espresso dalla componente femminile: 65/100
voto media espresso dalla componente maschile: 56/100
voto medio complessivo: 61/100

Da tutta questa storia ho imparato è:
1) mai, dico mai, consegnare storie o fare valutazioni a caldo sui propri lavori. Sei sei mesi di distacco mettono nella giusta prospettiva quanto si è scritto;
2) la mia storia c’è, magari un po’ debole ma c’è. Non posso che migliorarla. Devo lavorarci su. E’ un processo lungo e devo avere tenacia. Non pensavo che scrivere fosse così faticoso e quanto tempo occorresse buttarci dentro;
3) Se scrivere è difficile, scrivere storie in 24 pagine lo è ancor di più. D’altronde il genio è colui chi riesce a fare disegni belli con il minor numero di tratti (su questo c’è moltissimo da lavorare).
4) Ho ottenuto a gratis una valutazione molto seria sul mio lavoro. Peccato che i 100 euro per partecipare al concorso non abbiamo sortito lo stesso risultato;
5) ho osato pubblicare il mio annuncio sulla bacheca e mi è andata bene. Magari si può osare ancor di più (fino a che punto si può osare?)

Ringrazio ancora Davide Potente, Enrica Del Rosso, Luigi Bruno Cristiano, Maria Elena Piccinini, Michela Zangarelli, Patrik Rossi, Valentina Adriano, Lorenzo Martinelli e Pietro Morelli per il tempo che mi hanno dedicato e per la serietà con cui hanno letto la mia storia ma soprattutto per la professionalità con con mi hanno scritto le loro considerazioni.

Con loro ho un debito aperto.

Grazie a Fabio Bonifacci per il corso gratuito di scrittura creativa “Scrivila ancora Sam” e per lo spazio che ha creato sulla pagina Facebook con “Scrivila ancora Sam”.

L’ingente apparato di propaganda comunista, macchina vecchia e consumata da più di un secolo di attività in tutti i popoli del globo terrestre, si è accorta di aver commesso il suo più grave autogol in Italia (e dove altrimenti?).

Per quattordici anni, completamente a gratis, zero soldi ricevuti,  la propaganda comunista è stata la macchina che ha contribuito maggiormente a creare il berlusconismo.

Berlusconi con il suo impero mediatico, da solo, non ce l’avrebbe fatta. La sinistra gli ha fornito gratis penne, giornali e spazi televisivi che poteva.

Per mettersi al riparo, e qua mi sarebbe piaciuto aggiungere il termine “prontamente” ma dopo quattordici anni, di pronto, cioè svelto,  non è neanche ideologicamente possibile ficcarcelo, ha deciso di non usare più il cognome del suo avversario politico, Silvio Berlusconi, ma solo l’iniziale maiuscola e puntata, B. (Bi punto).

In questa decisione ci deve ave messo lo zampino qualche ragioniere. Essendo il nome di Berlusconi composto da 10 lettere, se si usa l’iniziale più il punto si risparmia l’ottanta per cento dell’inchiostro e della carta che si sarebbero spesi se avessero continuato a scrivere il cognome Berlusconi per esteso.

Più che un ragioniere ci deve aver messo lo zampino addirittura il ministro ombra dell’economia (che non so minimamente chi sia, perchè l’opposizione doveva parlare solo di Berlusconi): in questo modo tutto l’apparato propagandistico spende l’ottanta percento in meno per fare a gratis la pubblicità al loro avversario politico, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

L’uso di bi puntato non mi disturba, come avrete già capito quattordici  anni prima di quando lo capirà la sinistra, mi fa solo considerare più probabile la teoria della stupidità enunciata del professor Cipolla (Allegro ma non troppo  -Il Mulino, 1988, ISBN 8815019804).

L’unico problema  è che magari nei titoli di giornale si farà ancor più confusione. La gente, ignara dell’ordine di scuderia della propaganda comunista, potrebbe chiedersi; ma B. è Bersani o Berlusconi, Benigni o Barrichello, Bondi o Borriello ? Speriamo solo che sotto i titoli ci siano le foto.

E poi che neologismo prenderà piede? Bismo o bipuntismo?

A proposito: oggi al bar ho visto uno che leggeva il quotidiano il F.  Q. (quiz: che giornale è? Ho risparmiato 10 caratteri e giustificato la validità della teoria di Cipolla anche su di me). C’erano quattro  foto in cui venivano ritratti Fini e Berlusconi. Nelle foto comparivano le bolle tipo i fumetti, per far capire cosa pensavano Fini e Berlusconi.

Ma uno deve spendere soldi per leggere cosa pensa una persona che l’altro pensi?

Vorrei parlare anche della convocazione di Berlusconi davanti al Copasir, ma prima voglio andare a ricercare dove la Lavinsky faceva sesso con Clinton e verificare se il presidente della pari commissione americana avesse convocato Clinton per chiedergli se lui, nella stanza ovale,  era appoggiato ai bottoni dei missili nucleari quando la stagista operava. Appena lo scopro ve lo faccio sapere. (Non mi sembra che Berlusconi  facesse certe cose a Palazzo Chigi, ma anche l’avesse fatte, per fortuna non c’erano i bottoni di lancio delle bombe nucleari !)

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